PALERMO

L’unità di Palermo ha focalizzato la ricerca e le iniziative connesse sulle confraternite presenti nel quartiere storico della Loggia; un settore cittadino a vocazione commerciale, prossimo al mare (al vecchio porto della Cala) in continua espansione sin dall’epoca medievale, destinato a divenire un quartiere composito, densamente popolato da stranieri che vi stabilirono le proprie logge e attività, e, inoltre, segnato dall’esistenza di molteplici corporazioni artigiane. In questo specifico contesto si sono concentrate numerose associazioni confraternali laiche e religiose profondamente radicate nel tessuto sociale, economico, urbano e devozionale (congregazioni di mestiere, confraternite di Nazione, istituzioni dedite all’accoglienza, alla cura, all’ospitalità). Esse segnarono e definirono interi assetti del quartiere, oggetto di dinamiche trasformazioni intorno ai ‘fulcri’ e alle nuove polarità coincidenti con le sedi di pertinenza: chiese, oratori, ospedali, edifici e strutture materiali destinati all’assistenza e all’accoglienza che hanno contribuito a ridisegnare il contesto urbano, delineando spazi pubblici e percorsi processionali punteggiati architettonicamente dalle fabbriche.

Un primo obiettivo era il censimento di tutte le confraternite fondate nel quartiere della Loggia e dei loro archivi (sia quelle esistenti e ancora attive che quelle non più esistenti) funzionale sia alla conoscenza che alla costruzione di un’Anagrafica delle confraternite.

Partendo, poi, dagli archivi prodotti da queste istituzioni, il focus della ricerca si è concentrato sul dinamismo di alcune realtà confraternali, individuando, in particolare, quattro casi studio: la chiesa di Santa Maria La Nova e quella di San Sebastiano, realtà ospedaliere rette da confraternite, e le due chiese di Sant’Andrea degli Amalfitani (passata alla corporazione degli Aromatari) e di San Giovanni Battista dei Napoletani, sedi di consolati e confraternite nazionali.

Tale scelta è stata dettata sia dalla consistenza della documentazione reperibile ma anche in ragione di un patrimonio architettonico connotato in senso monumentale e in buona parte ancora da esplorare relativamente alle vicende storiche e costruttive (fasi, modelli, progetti, artefici etc.). Si tratta di fabbriche ambiziose, spesso realizzate in aperta competizione/emulazione con altre imprese promosse da enti confraternali, caratterizzate da cantieri complessi e impegnativi che si sono avvicendati nel corso del tempo e sono stati soggetti a radicali e significative mutazioni.

Tra le questioni centrali da investigare: il mecenatismo e il ruolo della committenza architettonica confraternale, gli effetti prodotti, gli attori coinvolti (architetti, maestranze etc.), i riflessi sul tessuto urbano, le strategie di insediamento e di acquisizione di aree e proprietà, infine il peso fondamentale che le confraternite hanno rivestito nella vita del quartiere dal punto di vista economico, sociale, politico, devozionale, assistenziale.

     Chiesa di Sant’Andrea degli aromatari

Tra gli altri obiettivi della ricerca:

-lo studio dei percorsi processionali delle confraternite della Loggia, il tema degli allestimenti e degli apparati, degli itinerari devozionali, la ‘rete’ di strade e di piazze che si aprivano entro la fitta trama del quartiere da interpretare come luoghi urbani di ‘pertinenza’ delle sedi confraternali e scenari privilegiati durante cerimonie e processioni religiose;

– i rilevi (digitali e fotogrammetrici), la restituzione grafica e le ricostruzioni virtuali 3D delle chiese e dei complessi oggetto di indagine specifica, come strumenti di lavoro utili alle analisi e agli approfondimenti storico-architettonici; 

– la promozione di iniziative volte alla divulgazione, alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio archivistico, architettonico e culturale delle aggregazioni laicali, nonché alla diffusione e disseminazione dei risultati della ricerca.

              Santa Maria di Portosalvo

Più in generale, lo scopo della ricerca è quello di definire un quadro quanto più aderente alla realtà del fenomeno confraternale a Palermo anche in rapporto agli esiti che esso ha avuto nel mondo dell’architettura, della costruzione della città e del benessere cittadino; un ambito di indagine non ancora adeguatamente indagato nelle sue molteplici implicazioni (di carattere storico, architettonico,  urbano etc.) e che pertanto imponeva una ricerca approfondita supportata da accurate e capillari indagini di archivio.

Tenendo conto di questa necessità si è prevista l’attivazione di un assegno di tipo B “Ricerche storico-archivistiche sulle arciconfraternite di Palermo (secoli XV-XVIII)” e di un contratto di prestazione d’opera di “Consulenza e supporto alle attività di ricerca archivistica”. Sempre in quest’ottica è stato avviato un “Accordo di collaborazione per attività di studio e ricerca sulle confraternite della città di Palermo tra XV e XVIII secolo”, tra la Soprintendenza Archivistica della Sicilia – Archivio di Stato di Palermo, l’Università degli Studi di Palermo – Dipartimento di Architettura e Dipartimento di Culture e Società e la Curia Arcivescovile di Palermo – Archivio Storico Diocesano, finalizzata anche alla valorizzazione degli archivi delle confraternite palermitane.

 

 

Chiesa di S. Giovanni Battista della nazione                                   napoletana

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